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Condono di 98 miliardi alle slot machine

Condono di 98 miliardi alle slot machine

Nelle ultime settimane, dunque, la storia del regalo alle slot è tornata alla ribalta, come argomento da aggiungere alla lista delle nefandezze dei tre governi a guida PD che si sono succeduti nell'arco di questa legislatura. Le slot machine invadono i bar e sostituiscono o dovrebbero farlo i vecchi videopoker. La normativa prevede che le macchine siano collegate in rete con la SoGei, la società pubblica che avrebbe dovuto garantire la regolarità della taratura degli apparecchi che, sempre in teoria, dovrebbero restituire un numero di vincite predeterminato ai giocatori.

A mettere in rete gli apparecchi avrebbero dovuto pensarci i concessionari, dieci soggetti privati selezionati dai Monopoli, pena una sanzione per ogni ora di mancato collegamento. I concessionari, essenzialmente, se ne fregano. Migliaia di macchinette non sono collegate alla rete e non vengono messe a norma neanche dopo i primi solleciti dei Monopoli. Le società, per il biennio — , pagheranno le tasse con una cifra forfettaria, quella prevista nel caso di mancato collegamento per cause di forza maggiore, senza che nei loro confronti venga erogata alcuna multa. È la Corte dei Conti che, raccogliendo una serie di segnalazioni, dà alla Guardia di Finanza il compito di fare luce sulla vicenda del mancato collegamento delle slot.

Una peraltro necessariamente parziale verifica consente alla Gdf di individuare migliaia di macchinette non collegate, lasciando intendere che il danno erariale possa essere elevatissimo. Il mancato controllo sulle slot è, in effetti, un problema enorme, come avrà modo di spiegare il generale Umberto Rapetto , a capo del nucleo speciale della Gdf: In sostanza, per un periodo piuttosto ampio di tempo, decine di migliaia di slot sono state del tutto fuori controllo, non solo per quel che riguarda la quantificazione degli introiti tassabili, ma anche per la restituzione delle vincite ai giocatori.

Da dove viene la cifra di 98 miliardi di euro? In pratica, la cifra finale viene fuori non attraverso calcoli su un ipotetico volume delle giocate, né applicando sanzioni che ipotizzano un abbassamento delle quote di vincita o altre operazioni di manomissione delle slot, ma semplicemente applicando le penali previste da un contratto sottoscritto sia dallo Stato che dai concessionari. Con la condanna di ieri il conto finale si ferma a milioni di euro, una cifra distante anni luce dalle contestazioni iniziali. Se la casa madre non paga, partirà una complessa procedura permessa da un legge Ue del per ottenere il denaro, altrimenti si provvederà a un difficile pignoramento dei beni in capo a Bplus Italia.

Nel frattempo — come ha ricostruito Il Fatto — la compagnia inglese ha cambiato nome e ha continuato a drenare risorse verso la casa madre: Si decide tutto il 12 marzo. Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano. Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.

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Questo collegamento sarebbe stato fondamentale per decifrare l'ammontare delle entrate derivanti dal gioco e le tasse da pagarci. Secondo stime fatte all'epoca tra il e il su poco più di mila apparecchiature da gioco quelle che non dialogavano in rete erano mila. La vicenda, nel , aveva attirato l'attenzione dell'allora governo Prodi, durante il quale venne istituita una commissione d'inchiesta presieduta dall'ex sottosegretario dell'economia Alfiero Grandi. Da dove è spuntata la cifra Inutile girarci intorno. La procura della Corte dei conti ha a dir poco esagerato nel chiedere 98 miliardi di euro di danno erariale.

Una cifra spropositata, che sin da subito era chiaro non sarebbe mai stata incassata. La procura aveva in primis utilizzato il criterio delle penali previste dalla convenzione stipulata nel tra i Monopoli e le concessionarie, ovvero 50 euro per ogni ora di mancato collegamento delle slot alla rete.

LA VERA STORIA DEI 98 MILIARDI DELLE SLOT MACHINE

La bufala di 98 miliardi ai concessionari di slot machine ragione del “condono di 98 miliardi di euro alle concessionarie delle slot machine”. Cinque anno fa lo Stato chiese 98 mld € di danni alle 10 maggiori concessionarie delle slot machine - Molti apparecchi infatti sfuggirono al controllo dei di euro che dovrebbero arrivare da un condono contabile approvato. Una di queste è quella che riguarda un presunto condono ai “signori” delle un presunto condono ai “signori” delle slot machine di 98 miliardi di euro. facendo pagare alle società per il biennio – le imposte con. Otto anni per passare da 98 miliardi a milioni in tutto. L'intricata saga giudiziaria della maxi multa ai concessionari di slot si è chiusa ieri somme dovute ( milioni di euro) con il condono deciso nel dal governo .. parte di 2,5 miliardi contestati in sentenza di primo grado alle concessionarie e. Per evitare parolacce e improperi ai nostri governanti vediamo di spiegare milioni per una sanatoria prevista ai concessionari delle slot machine. 98 miliardi di evasione) con una cifra del 25% di quanto la Corte dei Conti il 5 per mille alle realtà non profit (questione, guarda un po' di milioni). Cosa c'è di vero – poco – nei video che sono tornati a circolare su Facebook su una presunta multa mai pagata da 98 miliardi di euro. Nel decreto sull'Imu Letta ha regalato quasi due miliardi ai signori la tassa facendo un bello sconto ai concessionari di slot machine.

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